Legalità e trasparenza nel processo di ricostruzione

L’Abruzzo ospita attualmente il più grande cantiere d’Italia. Viste le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione del territorio risulta prioritaria l’attenzione del Governo alle misure tese a garantire la trasparenza e la legalità degli interventi di ricostruzione

post sisma e l’impegno al rafforzamento dei controlli negli appalti pubblici, nei subappalti nonché soprattutto nei contratti per la ricostruzione privata aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture.

La delicata problematica è stata oggetto di puntuale regolamentazione già al verificarsi dell’evento sismico con il D.L. 39/2009 ed il relativo D.P.C.M. di attuazione del 18 ottobre 2011, che hanno previsto la tracciabilità dei flussi finanziari ai fini dell’efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici e nei subappalti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, nonché la costituzione, presso il Prefetto territorialmente competente, di elenchi di fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di inquinamento mafioso per gli esecutori dei lavori connessi alla ricostruzione nella Regione Abruzzo.

In realtà, l’attività che da subito ha destato maggiore preoccupazione è stata quella relativa alla progettazione ed esecuzione degli interventi per la ricostruzione degli immobili privati, oggetto di affidamento diretto da parte dei soggetti beneficiari del contributo pubblico.  Con l’avvio della ricostruzione pesante l’O.P.C.M. 23 marzo 2012 n. 4013 ha determinato l’obbligo di corredare, al fine di consentire valutazioni comparative, la domanda di contributo per la ricostruzione degli immobili privati, da almeno cinque offerte acquisite da imprese e da almeno tre offerte acquisite da progettisti, che dovrebbero essere inseriti all’interno di una White list, comprendente, ai sensi dell’Avviso pubblico pubblicato dal Commissario delegato pro tempore, gli operatori economici interessati alla realizzazione di interventi sulle strutture, parti comuni ed impianti funzionali destinati alla ricostruzione degli immobili privati danneggiati dal sisma.

Il suddetto dettato normativo è stato confermato dal decreto-legge  22 giugno 2012 n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012 n. 134 che, nel sancire la cessazione dello stato di emergenza e l’introduzione di una nuova governance in capo a due Uffici speciali, uno per la città di L’Aquila ed uno per i Comuni del cratere, ha introdotto disposizioni relative alla forma ed ai contenuti dei contratti, nonché l’istituzione di un elenco di operatori economici interessati all’esecuzione degli interventi di ricostruzione, subordinandone l’iscrizione al possesso dei requisiti di cui all’art. 38 del codice dei contratti pubblici, ai criteri generali e i requisiti di affidabilità tecnica fissati dagli Uffici Speciali ed alle verifiche antimafia effettuate dalle Prefetture territorialmente competenti.

L’elenco, pur non essendo vincolante per i titolari dell’indennizzo pubblico è stato ritenuto lo strumento efficace a presidio degli affidamenti privati, consentendo ai cittadini adeguate informazioni riguardo all’affidabilità tecnica, professionale ed economica di imprese e progettisti, alla concentrazione degli interventi a favore di singoli soggetti, nonché alla estraneità da infiltrazioni mafiose mediante la certificazione antimafia e le periodiche verifiche effettuate dalla Prefettura.

Altra prescrizione riguarda l’incompatibilità tra cariche elettive e politiche nei comuni, province e regioni e attività tecniche professionali ed economiche configgenti con quel ruolo (di progettista, di direttore dei lavori o di collaudatore di tali opere nonché con l’esercizio di attività professionali connesse con lo svolgimento di dette opere, ivi comprese l’amministrazione di condomini e la presidenza di consorzi di aggregati edilizi). Il regime di incompatibilità (Art. 67 quater, comma 11 DL 83/2012) si applica anche ai dipendenti delle amministrazioni enti e uffici pubblici che a qualsiasi titolo intervengono sui procedimenti inerenti alla ricostruzione.L’ultimo intervento normativo (Art. 11 del decreto-legge 9 giugno 2015 n. 78 convertito dalla legge 6 agosto 2015 n. 125 ) impone la tracciabilità dei flussi finanziari delle risorse utilizzate nel processo di ricostruzione privata e disciplina alcune criticità rappresentate dal territorio legate al ricorso al subappalto nonché all’eventuale fallimento dell’affidatario, con controlli a campione da parte della Corte dei Conti e specifici obblighi di informazione degli Uffici speciali sulle irregolarità amministrative e contabili riscontrate nell’ambito dei controlli sui processi della ricostruzione effettuati per legge.

Ad ulteriore garanzia della regolarità del processo di ricostruzione, ed in particolare con riferimento ai profili della coerenza e della conformità urbanistica ed edilizia delle opere eseguite nonchè della corretta utilizzazione del contributo, spetta agli Uffici speciali per la ricostruzione effettuare il controllo e la valutazione dei progetti approvati dagli enti territoriali attraverso controlli puntuali in corso d’opera e a fine lavori.

L’ attività di controllo è di competenza anche dei comuni interessati dagli interventi di ricostruzione privata, tenuti ad effettuare controlli a campione per la verifica della corretta utilizzazione del contributo concesso con decreto sindacale.