A dieci anni dal tragico evento

A  dieci anni dal tragico evento del 6 aprile 2009 l’attività di ricostruzione della città di L’aquila e di tutto il cratere continua attraverso il coordinamento al processo di ricostruzione assicurato dalla Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio, con il supporto sul campo degli Uffici Speciali per la Ricostruzione USRA (per la città di L’Aquila) e USRC (per l’area del cratere).

La macchina organizzativa e attuativa impegna risorse professionali ulteriori che concretizzano lo sforzo aggiuntivo di supporto tecnico richiesto e che sono finanziate con risorse destinate ad assistenza tecnica per un importo pari a circa il 3% degli investimenti in corso di realizzazione.

Molto c’è ancora da fare e tante sono le questioni ancora aperte e i problemi da affrontare, con alcune problematiche  che seppur cruciali possono essere affrontate proprio ora che il processo di ricostruzione fisico dei territori è ormai in fase di piena d’attuazione, con la prima e più urgente esigenza che è quella di predisporre condizioni adeguate alla rivitalizzazione dei centri storici, rendendo simultaneo e reciprocamente incentivante il rientro dei cittadini nelle abitazioni, la ri-localizzazione delle attività commerciali, delle professioni, delle funzioni e dei servizi pubblici.

Tanto comunque è il lavoro che è stato fatto.

 

La ricostruzione delle abitazioni private

Costruzioni private ristrutturateA seguito del sisma nel 2009 le abitazioni da ricostruire per il Comune di L’Aquila erano complessivamente circa 25.000 per un numero di persone assistite pari a oltre 65.000. La maggior parte di queste è oggi rientrata o comunque in condizioni di rientrare nella propria abitazione.

Infatti le abitazioni ricostruite a L’Aquila sono oltre 15.000, mentre sono il lavorazione 569 pratiche di richiesta per interventi di ricostruzione. Gli immobili  per i quali ci sono ancora da

istruire le pratiche ammontano a poco più di 1.100 e l’attività istruttoria di richiesta di contributo per l’edilizia abitativa è comunque in via di completamento, ipotizzando nel 2021 la data di conclusione.

Il completamento della ricostruzione per l’intero territorio del comune di L’Aquila è previsto per il 2023/2024.

Per il resto del cratere e per il territorio fuori cratere su circa 26.000 abitazioni inagibili a seguito del sisma, con oltre 15.000 sfollati, ad oggi è stata ripristinata l’agibilità di circa 8.500 abitazioni. Sono in corso di lavorazione 2.280 istruttorie.

Oltre i due terzi delle persone risultate sfollate sono  rientrate nelle abitazioni, mentre 543 sono nei CAS, 4.376 nei MAP e 57 in affitto concordato; si prevede di concludere e completare l’istruttoria delle pratiche entro il 2024-25 e la ricostruzione entro il 2026-27.

Oltre agli aspetti quantitativi occorre segnalare gli aspetti relativi alle caratteristiche della qualità della ricostruzione, con le abitazioni che sono state infatti riparate/ricostruite secondo criteri antisismici che rendono L’Aquila una delle città sismicamente più sicure d’Europa. Il dato relativo alle unità immobiliari del centro storico attualmente censite evidenzia che per l’85% si è raggiunto un livello di sicurezza sismico medio del 70% e per il restante 15% del 100%. Se si considera che si sta operando in un centro storico di una città in cui la maggioranza degli edifici è sottoposta a tutela in ragione della sua rilevanza storico-artistica si ha un’idea sia della complessità del processo di ricostruzione sia dei rilevanti risultati conseguiti e delle buone pratiche che ne sono alla base.

 

La ricostruzione pubblica

La ricostruzione pubblica mostra qualche segno di ritardo, dovuto a diverse problematiche in corso di definizione. Tuttavia si sta iniziando a procedere secondo un nuovo approccio di programmazione (disposto dalla legge 125/2015) che mira al ripristino, per ognuno dei settori di intervento pubblico, di livelli adeguati di servizi pubblici per i cittadini. Al fine di rendere più ordinato e verificabile nei tempi di realizzazione il processo di ricostruzione degli immobili pubblici danneggiati, si opera dal 2017 attraverso programmi pluriennali e piani annuali di attuazione relativi ad ognuno dei settori di intervento. I piani pluriennali e i piani annuali indicano priorità, interventi cantierabili, crono programmi di attuazione, tempi di completamento.

Le relative risorse necessarie sono già in larga parte approvate e assegnate dal CIPE.

In tal modo il processo di ricostruzione pubblica è divenuto verificabile nei tempi, nelle responsabilità di attuazione, nei risultati che si intende conseguire in termini di servizi collettivi per i cittadini.

I piani pluriennali sono per questo pubblicati sul sito istituzionale http://sisma2009.governo.it e quindi disponibili alla consultazione e alla verifica da parte dei cittadini.

Sono stati predisposti i programmi pluriennali per i seguenti settori d’intervento:

  1. Istruzione primaria e secondaria;
  2. Istruzione superiore;
  3. Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale;
  4. Funzioni istituzionali e collettive, servizi direzionali;
  5. Servizi sociali, di social housing e di promozione del lavoro e dell’occupazione.

Sono stati approvati dal CIPE i rispettivi primi piani annuali e contestualmente assegnate risorse per oltre 200 interventi e investimenti complessivi per oltre 220 milioni di euro.

Si stima comunque in un decennio il tempo necessario per completare l’opera di ricostruzione dei beni di proprietà pubblica.

 

Il programma Restart per lo sviluppo

Sono state avviate le iniziative per lo sviluppo dell’area colpita dal sisma nell’ambito del programma RESTART, la cui dotazione complessiva è pari a circa 319 milioni di euro.

Sono in corso interventi per un valore totale di circa 200 milioni di euro. Si tratta di azioni che mirano fra l’altro al rilancio del turismo, all’attivazione di progetti di ricerca industriale, al rafforzamento di infrastrutture per la conoscenza (realizzazione di una rete di banda ultralarga per la Pubblica Amministrazione), all’attrazione di investimenti produttivi di rilevanti dimensioni e a forte contenuto di innovazione e al rilancio dell’economia locale (start-up innovative, spin off della ricerca, valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale, valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici e di eccellenza).

Fra i progetti più rilevanti se ne segnalano alcuni particolarmente rappresentativi delle vocazioni dell’area.

Nell’ambito delle azioni a sostegno del sistema industriale e delle attività produttive sono stati stipulati tre Contratti di sviluppo, che hanno consentito l’insediamento di tre grandi imprese nell’area compresa tra L’Aquila e Scoppito (due del settore farmaceutico ed una di quello del riciclo del materiale elettrico ed elettronico) per un investimento complessivo di circa 103 milioni di euro (a fronte di un contributo pubblico di 24,6 milioni di euro).

Per lo sviluppo locale (bandi innovativi Smart&Start) sono state finanziate 29 start up innovative (economia digitale, innovazione di prodotto/processo, valorizzazione della ricerca) per un investimento di 11,5 milioni di euro.

Il progetto Fare Centro (circa 20 milioni di euro di investimento) è volto specificamente a favorire il rientro o il riavvio di attività nei centri storici di L’Aquila e dei comuni del cratere.

Altre iniziative e progetti rilevanti per lo sviluppo del territorio riguardano la promozione turistica, la cultura, la mobilità elettrica nel comune di L’Aquila.

Ultimo in ordine di tempo ma non in importanza è il progetto NUSES, realizzato dal Gran Sasso Science Institute e finalizzato alla realizzazione di un satellite per lo studio dei neutrini di origine astrofisica attraverso un innovativo sistema di misura, mai sperimentato in precedenza, che userà rivelatori di luce di nuova generazione. NUSES si occuperà anche di misurare il campo magnetico terrestre e i raggi cosmici di bassa energia in correlazione con eventi sismici.

 

Alta formazione e sistema della conoscenza

Nell’ambito dell’attuazione del processo di ricostruzione, uno dei principali risultati già conseguiti è il completamento e il rilancio del territorio aquilano come polo di conoscenza scientifica avanzata.

L’iniziativa più rilevante attivata dopo il sisma è stata la costituzione del Gran Sasso Science Institute (GSSI), nato come una scuola sperimentale di dottorato internazionale e centro di ricerca in fisica, matematica, informatica e scienze sociali; a seguito della positiva valutazione dei risultati del primo triennio di sperimentazione da parte dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), gli è stato riconosciuto carattere di stabilità mediante decreto di riconoscimento e approvazione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Il GSSI si affianca, quindi, all’Università degli Studi di L’Aquila, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, all’Accademia di Belle Arti ed al Conservatorio di Musica nella costituzione di un sistema per la cultura, l’alta formazione e la ricerca che pone già oggi L’Aquila nel novero delle più importanti città universitarie italiane ed europee, implementando in tal modo un nuovo modello di sviluppo basato sulla conoscenza.

In tale ambito le iniziative più recenti riguardano la programmazione di circa 18 milioni di euro per tre grandi progetti di livello nazionale ed europeo: Center for urban informatics and modelling (CUIM), DarkSide-20K ed Emerge.

Il Center for urban informatics and modelling (CUIM) mira a creare una base di osservazioni e conoscenza che potrà essere utilizzata nelle attività di ricerca sul territorio di L’Aquila e del cratere sismico, condotte non solo da studiosi, ma anche da cittadini, organizzazioni e associazioni attive sul territorio, media ed istituzioni.

Il progetto DarkSide-20K è il più grande esperimento internazionale mai condotto per conoscere la natura della materia oscura che compone l’universo, grazie alla realizzazione del rilevatore più sensibile al mondo. Il progetto prevede, inoltre, la creazione di un polo tecnologico, dove imprese e centri di ricerca potranno trovare tecnologie e strumentazioni all’avanguardia applicabili anche in numerosi altri campi di interesse – dall’alimentare, alla medicina, all’archeologia – e l’offerta di importanti opportunità per la formazione di giovani tecnici e ricercatori. L’iniziativa sarà realizzata presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) nell’ambito di una collaborazione internazionale.

Il progetto Emerge – che è realizzato dall’Università di L’Aquila – mira a creare un centro di ricerca e innovazione sulle tecnologie ICT per Smart Mobility (SM) e ITS (Intelligent Transport Systems) per la realizzazione di veicoli che siano in grado di fornire al pilota in tempo reale tutte le informazioni per procedere in sicurezza.

Nell’ambito del progetto saranno creati laboratori avanzati, sviluppato un prototipo di piattaforma ICT integrata per l’implementazione di servizi di smart mobility e formate figure professionali all’avanguardia nei settori dei sistemi ICT per la mobilità del futuro.

 

Il punto della situazione

Complessivamente per il sisma del 2009, al 31 dicembre 2018, risultano stanziati oltre 21 miliardi di euro (comprensivi delle risorse stanziate a valere sul Fondo solidarietà UE, donazioni, minori entrate, finanziamenti bancari a carico dello Stato, ecc.) destinati a ricostruzione privata, pubblica, sviluppo del territorio e delle attività produttive, ripristino e potenziamento delle infrastrutture di trasporto, finanziamento delle spese per il superamento dell’emergenza, per le cosiddette “spese obbligatorie”, per il personale e altre finalità.

L'aquila panoramaIl processo di ricostruzione prosegue con la programmazione dei 5,1 miliardi di euro stanziati dalla legge di stabilità per il 2015 con cui è stata garantita certezza di disponibilità per la ricostruzione post sismica nel medio periodo (2015-2020).

Al netto delle risorse già programmate e assegnate, l’importo complessivo di risorse ancora destinabili al processo di ricostruzione è pari a circa 1,7 miliardi di euro, con ulteriori necessità in fase di stima.

 

L’Aquila è ancora oggi il più grande cantiere d’Europa, con numerosi interventi di ricostruzione ormai ultimati o in conclusione, ma con circa ulteriori 4.000 cantieri che saranno attivati nei prossimi anni.